Questo articolo del blog sarà molto tecnico e sarà composto da due mini progressioni didattiche che prenderanno in considerazione le partenze in palleggio ( prenderemo in considerazione la partenza omologa e incrociata e poi la partenza reverse) tema che avevamo trattato nello scorso articolo (http://allenatorevincente.blogspot.it/2017/03/pronti-partenze-via.html).
Gli esercizi che saranno mostrati sono molto utili per una categoria U12-U13-14 ovviamente sono solo uno spunto sul tema delle partenze poi ogni allenatore può utilizzare questi tipi di esercizi per raggiungere i propri obiettivi.
PROGRESSIONE: PARTENZA INCROCIATA/OMOLOGA
1°Esercizio: 1c0 analitico
Giocatori disposti sulla linea di fondo campo con il pallone. Fanno autopassaggio in avanti poi fanno arresto a due tempi sinistro destro poi fanno una partenza incrociata facendo un solo palleggio poi di nuovo arresto sinistro-destro. L'esercizio continua così fino a metà campo poi si torna indietro facendo un arresto destra-sinistro e la partenza incrociata. Questo esercizio che sembra palloso ed inutile è invece la base per le partenze. Durante lo svolgimento bisogna curare i particolari tecnici del gesto partendo dalla posizione dei piedi e della posizione del corpo e delle mani sulla palla, poi bisogna curare le spalle che vanno leggermente in avanti per sbilanciarci e per mettere tutto il peso sul piede perno ed infine bisogna curare l'aspetto del primo palleggio lungo. Questo esercizio può essere fatto identico per la partenza omologa.
2°esercizio: 1c0 gara
Una volta appreso il gesto lo si pone sotto forma di gara per esaltare la velocità del gesto. Inizialmente si può partire da fermi per esaltare il piede perno e poi successivamente si possono inserire un autopassaggio ed un arresto iniziale. Da fermi al via bisogna fare la stessa partenza ed entrare nella porta nel minor tempo possibile. Questo esercizio serve per velocizzare il gesto tecnico quindi bisogna esaltare la competizione tra i due giocatori ma allo stesso tempo correggere gli errori tecnici.
3°esercizio: 1c1 handicap statico
Esercizio dedicato all'utilizzo del piede perno e del primo passo che serve per tagliare fuori il difensore. Attaccante pronto sul posto in posizione fondamentale. Il difensore sceglie che cono toccare e recuperare. L'attaccante non appena ha visto lo spazio libero da attaccare deve caricare tutto il peso sul piede perno e partire poi si gioca 1c1. In questo tipo di esercizio si possono scegliere sia di partire omologo che incrociato in base alle nostre necessità 4° esercizio: 1c1 handicap dinamico
Attaccante di lato rispetto ai coni difensore con un piede dentro all'area dei tre secondi e l'altro fuori dal gomito. Quando vuole l'attaccante fa autopassaggio dentro la porta, il difensore tocca un cono e recupera. L'attaccante deve scegliere l'arresto e la partenza giusta in base allo spazio che si ritrova.
5°esercizio: 1c1 Handicap dinamico
1c1 dinamico da partenza: l'attaccante fa autopassaggio e il difensore recupera. Bisogna limitare il gioco ad 1/4 di campo e bisogna accentuare l'aggressività del difensore che non deve concedere il tiro sulla ricezione all'attaccante. L'attaccante deve scegliere la giusta partenza in palleggio per prendere vantaggio sul difensore.
PROGRESSIONE PARTENZA INCROCIATA O REVERSE
Prendiamo in considerazione il rapporto che c'è tra la partenza reverse e quella incrociata. La differenza sta nello spazio che c'è tra il difensore e l'attaccante. Nel caso di una partenza incrociata ho uno spazio maggiore rispetto alla partenza reverse ed in più nella partenza reverse non è necessario che ho i piedi a canestro. Partendo dal presupposto che i giocati abbiano già imparato da un punto di vista tecnico la partenza reverse e la partenza incrociata creiamo delle situazioni nelle quali devono saperle utilizzare.
1°ESERCIZIO: 1C1 HANDICAP
Attaccante spostato fuori dai tre punti fa autopassaggio per finire in mezzo ai due coni sfalsati. Il difensore quando l'attaccante parte con l'autopasaggio corre e tocca uno dei due coni simulando un anticipo. Se tocca il cono più esterno al campo l'attaccante ha tanto spazio quindi potrà fare una partenza omologa invece se tocca quello più mediale al campo avra poco spazio e contatto e quindi dovrà fare una partenza reverse.
2°ESERCIZIO: 1C1 HANDICAP
Allenatore con il pallone su una mano e l'altra mano è aperta. L'attaccante corre strappa il pallone e in base al difensore se tocca la mano dell'allenatore o il cono decide che partenza compiere.
3°ESERCIZIO: 1C1 DINAMICO
In questo tipo di esercizio il difensore deve compiere un anticipo forte per costringere la difesa ad attaccare il fondo facendo o una partenza incrociata o una partenza reverse in base allo spazio a disposizione. I tempi di gioco vengono dettati dal passaggio dell'allenatore.
Questi esercizi possono essere riutilizzati ed adattati anche per il minibasket come ad esempio un esempio può essere:
Giocatore davanti con il potere sceglie una porta dove andare e poi va a fare canestro, l'altro deve leggere lo spazio occupato dal compagno per andare nell'altra porta. Lo strumento che entrambi devono utilizzare è la partenza che può essere vincolata da tanti fattori. ES: devono fare entrambi lo stesso arresto, possono fare arresti diversi ma partire nello stesso modo, sono uno di fianco all'altro ecc. Questo esercizio base può essere proposto anche ai bambini piccoli perchè non ha bisogno di molte competenze.
Quindi come al solito non è che un esercizio è la Bibbia e quindi bisogna per forza farlo senò non si migliora ma ogni allenatore deve essere capace di prendere in considerazione vari tipi di metodologie ed esercizi per poi riproporre ai propri giocatori gli esercizi più utili al loro miglioramento.
L'articolo di oggi ha lo scopo di descrivere da un punto di vista tecnico e tattico le partenze. La partenza è uno dei fondamentali poco considerati ed allenati perchè si ritiene che siano semplici e banali da insegnare e soprattutto in disuso perche a livelli alti si vedono sempre meno partenze in palleggio e sempre più partenze dal palleggio.
Le partenze sono uno dei primi fondamentali da insegnare ai ragazzi soprattutto perchè sono uno dei fondamentali che ti permettono di incominciare a lavorare su più aspetti contemporaneamente:
Equilibrio: i giocatori devono aver equilibrio sia sull'arresto che può essere sia ad un tempo che a due tempi.
Utilizzo del piede perno: aumentare la coordinazione tra l'arresto e il piede perno di partenza in relazione al difensore.
Rapidità : lavorare da un punto di vista fisico sulla rapidità del corpo per partire velocemente
Tecnica: Bisogna analizzare il gesto ed allenarlo pezzo per pezzo, partendo dall'utilizzo dei piedi che devono spingere il corpo in avanti poi alla posizione fondamentale fino al primo passo di partenza e dalla posizione della mano sulla palla.
Tattica: con le partenze si può lavorare inizialmente sullo spazio tra attaccante e difensore cioè sulla scelta tra il tiro e la partenza oppure si può anche lavorare sulla scelta della partenza da utilizzare.
Iniziamo ad individuare quali tipi di partenze esistono:
Partenza omologa: la partenza omologa è caratterizzata dal primo palleggio e passo omologo quindi stessa mano e stesso piede ( mano destra/primo passo di destra e viceversa). Può essere effettuata sia con un arresto a chiudere sia con un arresto ad aprire solo che nel caso dell'arresto ad aprire ci deve essere un accorgimento cioè che il primo palleggio deve essere effettuato sul posto per liberare il piede perno per poi partire. I due tipi di arresti più utilizzati sono gli arresti ad un tempo e a due tempi int/est.
Partenza incrociata: la partenza incrociata è caratterizzata dall'utilizzo del primo palleggio e il primo passo opposto ( mano destra primo/passo sinistro e viceversa) e si può effettuare con gli arresti a chiudere ma anche con gli arresti ad aprire. Nella partenza incrociata il piede che incrocia prima spinge verso il basso per caricare e poi incrociare. Gli arresti più efficaci per la partenza incrociata sono l'arresto inter/est per incrociare sul lato opposto e esterno/int per andare verso il centro.
Partenza reverse : la partenza reverse è simile alla partenza incrociata ma prima di partire si dovrà compiere un giro dorsale. L'arresto più utilizzato è quello a due tempi int/est con i piedi che non chiudono a canestro ma sono perpendicolari alla linea laterale. Un diverso tipo di partenza reverse è quella che si può effettuare in post compiendo non più un giro dorsale ma un giro frontale.
Partenza spagnola : la partenza spagnola è caratterizzata dal ricevere la palla con la mano più vicina al pallone e spostarla rapidamente con un cambio di mano frontale sull'altra mano.Gli arresti più efficace su questa partenza sono gli arresti ad aprire est/int.
Incominciamo a descrivere le partenze da un punto di vesta tecnico scomponendole nei diversi fondamentali :
Arresti : la scelta dell'arresto decide il piede perno da utilizzare quindi è la base per una buona partenza. I tre aspetti da curare maggiormente sull'arresto per avere una buona partenza sono: essere piegati sull'arresto per essere poi esplosivi sia per tirare sia per palleggiare, cercare di mettere almeno il piede di spinta a canestro e ricevere il pallone abbassandosi ulteriormente andando sotto il livello del pallone passato per essere più incisivo sulla partenza. Gli arresti devono essere curati perchè un buon arresto permette un'efficace partenza, un particolare importante è mentre arriva il pallone girare i piedi a canestro ed essere già pronti con il piede di spinta per partire.
Posizione fondamentale: l'aspetto che voglio sottolineare sulla posizione fondamentale in funzione delle partenze è la posizione che assumono le mani in relazione alla partenza che vogliamo fare. In una partenza incrociata la palla deve passare da una posizione sul lato dove ricevo la palla al lato su cui voglio partire. Le mie mani devono cambiare,nel tragitto da una parte all'altra del corpo, la posizione ( se ricevo la palla a destra e voglio andare a sinistra avrò inizialmente la mano destra dietro il pallone e la mano sinistra di fianco poi dovrò cambiare rapidamente guardia portando la mano sinistra dietro il pallone e la mano destra di lato alla palla) e allo stesso modo devo avere la mano dietro al pallone per fare il palleggio il più lungo possibile. Lo stesso tipo di cambio guardia avviene quando faccio una partenza reverse invece nella partenza omologa e spagnola ci sono delle differenze. Nella partenza omologa non ho un cambio di guardia quindi le mani appena ricevono il pallone devono andare una dietro e una di lato per partire il più velocemente possibile (ricevo da destra la mia mano di destra si metterà dietro alla palla e la mia mano di sinistra si metterà di lato). Invece nella partenza spagnola ricevo la palla e non ho una presa solidare con il pallone con due mani ma utilizzerò solo una mano per spostare la palla.
Utilizzo del perno: il perno è la chiave di una buona partenza. Oltre a eliminare la possibilità di compiere infrazioni di passi è la base per prendere vantaggio con una partenza. Partiamo dall'inizio: individuato il perno che si può utilizzare la chiave per fare una partenza intensa e forte è spostare tutto il peso e baricentro sul piede che fa perno per poi spingere l'altro piede in avanti così che ho la massima spinta possibile. Un accorgimento che fa si che la partenza sia ancora più incisiva è la posizione del corpo che deve essere sbilanciata in avanti per permettere al primo passo di essere più incisivo e lungo.
Adesso prendiamo in analisi la parte tattica e di scelta delle partenze:
Le partenze incrociate servono tutte le volte che il difensore mi toglie la possibilità di attaccare il centro del campo.
La partenza omologa viene utilizzata tutte le volte che il difensore mi toglie la possibilità di attaccare il fondo del campo
La partenza reverse viene usata quando il difensore non mi concede il centro e ho una forte pressione anche fisica addosso
La partenza spagnola viene utilizzata in situazioni molto dinamiche e intense dove devo fare una partenza veloce verso il fondo del campo. Come partenza espone molto la palla al difensore quindi ci deve essere parecchio spazio può essere effettuata con passo incrociato ( butto giù la palla mano destra verso sinistra, perno sinistro e vado avanti con la gamba destra) oppure omologo ( butto giu la palla da destra a sinistra con perno destro e sposto piede sinistro).
In questo primo articolo ho inserito una parte degli aspetti significativi tecnici e tattici per una buona partenza, nel prossimo ci sarà una parte dedicata solo agli esercizi sulle partenze in relazione alle varie età quindi continua a seguire il blog per rimanere aggiornato.
"Allenare è investire tempo in ciò che serve" Guido Saibene
I due libri del mese ( li potrete comprare andando nella colonna di lato e cliccando il simbolo del libro che più vi piace) riguardano la figura zen per eccellenza della NBA: Coach Phil Jackson. Figura pragmatica, controversa ed enigmatica nel mondo della NBA,sia per gli addetti al lavoro,sia per i propri giocatori.
Phil Jackson riuscì a prendere e tirar fuori il meglio da tutte le sue superstar che ha allenato come Michael Jordan, Kobe Bryant, Steve Kerr e Smush Parker ma allo stesso tempo riuscì ad instaurare un buon rapporto con i "bad boy" come Ron Artest e Dennis Rodman. In ogni caso e con qualunque giocatore Phil Jackson riusciva oltre a farlo migliorare, sia da un punto di vista cestistico, sia a farlo migliorare come persona infatti erano celebri i libri sulla crescita personale che regalava durante le lunghe trasferte. Kobe Bryant in un'intervista disse di lui: "La sua forza sta nell'abilità di unire la gente, nel mettere il bene del gruppo sempre davanti a quello del singolo". Ecco un estratto del suo libro " Più di un gioco": " (Riferendosi all'Ottavo Nobile sentiero che Budda predicava) Il sesto, il settimo e l'ottavo principio (Giusto sforzo, giusta pienezza mentale e giusta concentrazione) sono abbastanza scontati, in particolare con riferimento al basket: il giusto sforzo ha a che fare con l'altruismo e con il lavoro al servizio della squadra. La giusta pienezza mentale significa giocare con precisione, fare i passaggi giusti, i tagli corretti e così via. La giusta concentrazione riguarda l'importanza di focalizzare, quella particolare qualità che dà a un giocatore la capacità di immergersi nel flusso della partita." La grandezza di un allenatore come Phil Jackson va oltre l'aver vinto 11 titoli ed essere stato un grande giocatore, ma risiede nel fatto di aver compreso e aiutato a migliorare prima come uomini e poi come giocatori i suoi atleti come nessun altro prima di lui (come affermavo nell'articolo di settimana scorsahttp://allenatorevincente.blogspot.it/2017/03/la-pallacanestro-e-solo-tecnica-tattica.htmlil ruolo dell'allenatore va oltre quello della pura conoscenza di tecnica e tattica). Il famoso Triangle Offense è solamente un sistema di gioco che permette la piena armonia del team e l'esaltazione della collaborazione di tutti i giocatori per un fine comune: la vittoria della squadra.
“Non abbandonare il cammino – non arrenderti. Rialzati sempre, non importa quanto dura sia la caduta e quanto spesso tu cada. Si tratta solo di quante volte sei disposto a rialzarti per tentare un’altra volta.” Phil Jackson
Cosa significa allenare??
Molti superficialmente pensano che per allenare basta aver giocato e conoscere aspetti di tecnica e tattica. Nell' articolo di oggi si prenderà in considerazione alcune citazioni di grandi allenatori di qualsiasi sport per comprendere meglio cosa significa lavorare con persone e non oggetti. “ Allenare significa confrontarsi con una serie infinita di sfide: la maggior parte di esse ha che vedere con la fragilità dell’essere umano” Alex Ferguson
La fragilità è un equilibrio emozionale che si può rompere improvvisamente. Si possono rompere non solo quelle che sono le nostre emozioni e le nostre ragioni di vita, le speranze e le nostre inquietudini, le nostre tristezze e i nostri slanci del cuore, ma anche le nostre parole che non sanno consolare e ridare speranza al dolore. Molto spesso all’ interno del rettangolo di gioco assistiamo alla fragilità dei nostri giocatori: un infortunio, una sconfitta pesante, le continue cazziate da parte dell’allenatore portano i nostri giocatore piano piano a perdere le loro certezze aumentano la loro fragilità.
L’allenatore deve essere capace di eliminare il più possibile questa fragilità nei propri giocatori, accollandosi le colpe (quando serve), continuando a motivarli positivamente e soprattutto dandogli sicurezza. Più i nostri giocatori ci vedono come una guida più saranno forti. Da questa analisi evince che l’allenatore non deve essere fragile ma non è così. Come tutti gli esseri umani anche gli allenatori sono fragili ma allora come si ad essere dei punti di forza per i propri giocatori se si è fragili??
Per essere forti l’allenatore deve essere consapevole di sé senza dare colpe a terzi ma continuando ad analizzarsi costantemente. La consapevolezza di sé arriva da sapere quali sono i propri limiti, quali sono i propri punti di forza, sapersi autocriticare costruttivamente ed ammettere dove si ha delle carenze per poi migliorarsi.
“Una volta battuti i propri limiti, si può cominciare ad avere una mentalità vincente, e a battere le squadre e le difficoltà. Cosa succede se non ci si riesce?
Non riuscire a vincere la difficoltà porta alla “cultura degli alibi”, cioè il tentativo di attribuire un nostro fallimento a qualcosa che non dipende da noi.” Julio Velasco
Che cos'è un alibi ??
Un alibi è l'incapacità di fare una cosa dando come motivazione non il fatto che io non ci riesca ma colpevolizzando un qualcosa che non posso modificare. La sconfitta non è data dal fatto che io sono stato incapace di vincere perchè non sono stato il più bravo ma perchè ce qualcosa di più grande di me che non me l ha fatta vincere. La cultura degli alibi elimina il lavoro, il sudore e il sacrificio perchè chi vince non viene mai considerato più forte perchè si è sbattuto in palestra ma perchè sono più alti, più veloci, perchè hanno l'arbitro a favore, perchè il pallone era sgonfio ecc. Gli alibi danno un senso di forza e sicurezza immediata ma sgretolano il lavoro che si fa in palestra tutti i giorni.
“No si può decidere come e quando perdere, però si può decidere come reagire per
vincere la prossima volta.” Pat Riley
Gli allenamenti più difficili da fare sono quelli dopo una sconfitta pesante. Non tutte le partite durante l'arco della stagione sono uguali ci sono certe che pesano da un punto di vista emozionale. Ci sono partite che lasciano un segno, non tanto sulla palle ma nel cuore e nulla lascia un solco più profondo delle sconfitte. In questi allenamenti l'allenatore deve essere per prima cosa un motivatore e non un "distruttore" cioè deve analizzare criticamente la partita ma deve ricordare ai propri giocatori quali sono gli obiettivi che si stanno perseguendo nella stagione e nel caso in cui non ci siano, deve essere in grado di crearne dei nuovi per dare ai propri giocatori una meta che li faccia metabolizzare la sconfitta e li faccia concentrare sui propri obiettivi.
In questo articolo sono stati presi in considerazione dei semplici argomenti di gestione del gruppo ma il vero messaggio che si vuole mandare è quello che prima di tutto si allenano persone e che il lato umano bisogna allenarlo come ogni altra parte del gioco. Nessuno nasce con una mentalità da vincente ma bisogna crearla giorno dopo giorno.
Negli ultimi anni c’è una forte critica da parte degli allenatori di basket verso gli istruttori di minibasket per il modello esposto dal settore squadre nazionali che promuove una metodologia con alla base il gioco di potere. La maggior critica che viene sostenuta a questo tipo di modello è quello secondo cui porti i giocatori usciti dal minibasket a non saper utilizzare i fondamentali nelle situazioni più semplici di gioco.
Il modello minibasket proposto ha come obiettivo l'utilizzo degli schemi motori e delle capacità senso-percettive in funzione dei fondamentali. La metodologia che il settore minibasket ha proposto viene poi nell'atto pratico realizzata tramite una tipologia di esercizio chiamato gioco di potere.Il gioco di potere è una tipologia di esercizio nel quale un giocatore ha il “potere” cioè ha un vantaggio rispetto agli altri compagni. Il vantaggio può essere dato da un po' schema motorio che il giocatore deve applicare o dall’utilizzo di un fondamentale specifico o da un vantaggio di spazio/tempo.
L’esercizio finisce quando un giocatore compie una determinata azione prestabilita (canestro,entrare in una porta, battere 5 ecc) prima dei suoi avversari.
Analizziamo i pro e i contro di questa tipologia di esercizio.
Pro:
• Aumenta la capacità, di chi ha il potere, di mantenere il vantaggio in campo
• Velocizza l’utilizzo di determinati gesti tecnici e motori perché bisogna raggiungere un determinato obiettivo nel minor tempo possibile.
•Focalizzarsi su di un obiettivo e cercare di raggiungerlo nel minor tempo possibile (Es: il primo che segna conquista il potere. Il giocatore che ha il poter deve, nel minor tempo possibile, focalizzarsi sul fare canestro)
•Reagire ad un determinato gesto tecnico o motorio e cercare di battere l'avversario per guadagnare il potere
•Attenzione da parte di chi è primo in fila per capire chi conquista il potere
Contro:
•Imprecisione nei dettagli tecnici se non si ha già la padronanza
•Rifiuto di giocare e di competere da parte del giocatore senza potere quando l’altro ha già un consistente vantaggio.
•Incapacità di capire qual è l obiettivo primario
•Disattenzione da parte di chi non deve entrare immediatamente
Abbiamo analizzato i pro e i contro dell utilizzo dei giochi di potere e possiamo affermare che il gioco di potere per essere efficace deve aver:
1.Un obiettivo ben definito e chiaro da parte dei giocatori e raggiunto questo obiettivo il gioco deve terminare
2.Deve far utilizzare i fondamentali già consolidati per l’annata perché senò si trascurano all’interno dell’esercizio
3.Deve essere il più competitivo possibile per dare ugual possibilità a tutti
Analizzando molte proposte offerte dal settore squadre nazionali a livello giovanile si nota come molti esercizi possono essere simili ai giochi di potere perchè il concetto che sta alla base è quello di azione e reazione.Un esempio possono i due esercizi descritti nell'articolo precedente. http://allenatorevincente.blogspot.it/2017/02/blocchi-chi-blocchi-come-blocchi-quando.html
Nei due esercizi chi comanda è il difensore che presenta una lettura all'attaccante il quale deve decidere che fondamentale utilizzare per mantenere il vantaggio.
Una delle critiche che arriva da un illustre membro del mondo del minibasket è quella di Maurizio Mondoni ( uno dei padri del minibasket in italia) il quale nell' articolo del suo blog ("Il minibasket di Maurizio Mondoni) afferma: " L'uso del potere coinvolge due persone: una detiene il potere e l'altra reagisce. Non si può pensare che i giochi di potere per i bambini siano "il massimo", a volte sono deleteri e diseducativi perchè, a volte, chi non ha il potere cerca di disattendere alle regole del gioco (parte prima di una gara,imbroglia per vincere, vuole vincere sempre e comunque.)"
Riassumendo il gioco di potere è una semplice tipologia di esercizio per mantenere un vantaggio tramite l’utilizzo di uno o più fondamentali. L’unico problema che si presenta come in tutte le metodologie non è che tipo di esercizio che si propone ma è come viene proposto al giocatore e che obiettivi sottende.Ricordiamoci che più un esercizio è simile ad una situazione reale di partita e più sarà funzionale al gioco.
“Può darsi che tu non ci creda, ma io passo ore a perfezionare qualunque cosa che faccio.” (Bruce Lee)
Una domanda che tutti gli allenatori si fanno e su cui si fanno delle clamorose pippe mentali è: quando incomincio a mettere i blocchi all’interno della mia squadra ??
Molto spesso gli allenatori inseriscono i blocchi sulla palla o lontano dalla palla solo per speculare sulle carenze fisiche e tecniche degli avversari senza pensare alla crescita del giocatore ma allo stesso tempo ci sono allenatori che inseriscono troppo tardi i blocchi facendo i puristi senza capire che il livello in cui giocano i propri giocatori necessita di utilizzare i blocchi.
Questo articolo ha lo scopo di darti delle linee guida e dei suggerimenti per farti comprendere al meglio quando e perché dovresti inserire all'interno della tua squadra il fondamentale del blocco.
Da poco è finito il clinic settore giovanile del centro-nord all interno del quale il primo relatore, coach Antonio Bocchino, ha dato degli interessanti spunti per chiarire questa problematica di programmazione :
Il suo intervento all interno del clinic si è soffermato su due idee principali:
•Le collaborazioni con i blocchi sono una diretta prosecuzione dell 1c0 senza palla.
•Inserisco all' interno della mia squadra i blocchi quando i miei giocatori sanno giocare 1c1 senza palla e quando il livello in cui competo non mi permette di prendere vantaggio giocando 1c1 senza palla
Antonio Bocchino si è soffermato su diverse situazioni di gioco:
La progressione didattica che ha proposto è quella di partire da una situazione di 1c1 handicap o 1c0 per poi arrivare ad analizzare le situazioni con i blocchi.
Nel primo esercizio ( nel diagramma è quello in alto) c'è un giocatore con la palla in punta e una coppia attaccante e difensore in ala. Il difensore tocca uno dei due coni e l'attaccante sceglie tramite un cambio di direzione e velocità lo spazio da utilizzare per poi giocare contro il recupero del difensore. Il secondo esercizio ( nel diagramma è quello in basso) è simile al precedente l'unica cosa che cambia è che c'è un assistente in area in corrispondenza dello smile. L'assistente può decidere se stare in quella posizione o uscire dal campo. Se l'assistente è in area l'attaccante deve decidere in base allo spazio se giocare un taglio in allontanamento ( nel caso in cui il difensori dia il fondo all'attaccante) oppure fare arresto e tiro ( nel caso in cui il difensore consenta il centro all'attaccante).
Questo esercizio è propedeutico alle scelte che avvengono quando si utilizzano i blocchi solo che se prima un giocatore non acquisisce la capacità di giocare 1c1 utilizzando queste competenze non riuscirà ad utilizzare un blocco perchè è una situazione più complessa dove ho meno spazio di gioco e meno tempo per reagire.
Questi tipi di letture di 1c1 senza palla si possono vedere in una situazione come un blocco verticale come evidenzia il diagramma.
Nel primo caso ( nel diagramma in alto a sinistra) il difensore insegue e quindi lo spazio utile da usare è andare verso il gomito per fare un ricciolo alto perchè ci sarà il difensore del bloccante che mi impedirà la ricezione vicino a canestro . A questo punto devo per forza giocare arresto e tiro perchè ci sarà il recupero del difensore del bloccato.
Nel secondo caso ( nel diagramma in alto a destra) il difensore sceglie di passare in quarta e quindi lo spazio giusto da usare è quello di andare verso la palla in posizione di ala per poi cambiare direzione e giocare un taglio in allontanamento per andare in angolo per aumentare la distanza tra attaccante e difensore.
Nel terzo caso ( nel diagramma è quello in basso) il difensore si scontra sul blocco quindi l'attaccante può uscire per ricevere in ala.
Riprendendo la famosa domanda : quando posso insegnare i blocchi alla mia squadra ??
Non c'è una risposta che vada bene per tutti ma ci sono dei suggerimenti che ti posso dare.
1) Prima di insegnare i blocchi i tuoi giocatori devono saper giocare 1c0 senza palla in tutte le situazioni.
2) Insegnare i blocchi come diretta prosecuzioni dell'1c0 e quindi come un'esaltazione dei fondamentali senza palla.
3) Valuta il livello. Se la tua squadra non riesce a prendere vantaggio senza palla sia utilizzando i contatti sia cambiando direzione e velocità allora è il momento per inserire dei blocchi. Non prenderti delle scuse ma valuta bene se la tua squadra sta giocando al meglio senza palla.
4) Ricordati che i blocchi sono collaborazioni a due quindi nell'articolo si è parlato solo del bloccato ma si dovrà anche analizzare il bloccante
" Gli errori sono i nostri compagni per diventare più forti" Andrea Capobianco
Un grande allenatore ad una riunione
alla domanda su quali principi si basano le sue rimesse rispose: per
me le rimesse servono per rimettere la palla in campo.
Durante un’amichevole lo stesso
allenatore sotto di due a 1.05 secondi disegnò la rimessa disegnata qui a lato e
comodamente il suo giocatore segnò schiacciando a due mani.
Ecco credo allora che la sua frase
dovesse essere interpretata così: le rimesse servono a
rimettere la palla in campo ma se posso creare un vantaggio è molto
meglio.
Ho diviso le rimesse in 4 categorie:
Rimesse laterali nella metà campo
difensiva, rimesse laterali nella metà campo offensiva, rimesse dal
fondo nella metà campo offensiva e rimesse da fondo nella metà
campo difensiva.
Questa classificazione tiene conto
della metà campo in cui si trova una rimessa e quindi dello spazio
che c'è ma non tiene conto del tempo che rimane. Molto spesso bisogna pensare a rimesse che oltre che rimettere la palla in campo siano efficaci nell'immediato perchè c'è poco tempo sul cronometro.
Classifico le rimesse in base al tempo
considerando se rimettendo la palla in campo ho la possibilità di
giocare un gioco organizzato, una sola situazioni o devo tirare
direttamente dalla rimessa.
A livello giovanile spesso una buona
rimessa ti consente di prendere un vantaggio ma allo stesso tempo non
deve essere speculativo rispetto alle capacità dell’avversario ma
bensì deve essere educativo e formativo.
I fondamentali
che si esaltano sulle rimesse sono quelli del gioco senza palla. La
progressione che possiamo fare è: a livello esordienti si può
incominciare a lavorare senza palla con l’unica idea di lavorare
negli spazi cambiando velocità. A livello u13 si può incominciare a
lavorare esaltando i cambi di direzione e velocità immettendo anche
l’autoblocco. In u14 bisogna esaltare tutti i fondamentali senza
palla dando maggior peso anche a giri dorsali e frontali ma si può
anche incominciare a lavorare su situazioni con un blocco (
l’importante è non lavorarci in allenamento ma buttarlo dentro
secondo le esigenze che ha la squadra in partita e solo quando si
avrà la necessità di lavorarci si farà più specificamente in
settimana). Da U15 in su si incominciano a creare situazioni
soprattutto nella metà campo offensiva per fare entrare la squadra
subito dopo alla rimessa in situazioni prestabilite ( 4 fuori e 1
dentro, 5 fuori, 1-4, Flex ecc) per tirare subito o per iniziare un
gioco offensivo.
C'è un articolo del regolamento che è molto utile quando la squadra che difende pressa o per sorprenderla. L'articolo afferma:" Il giocatore che effettua la rimessa può muoversi lateralmente e/o indietro e la palla può essere passata tra compagni di squadra che si trovano sulla o dietro la linea di fondo ma il conteggio dei 5 secondi inizia dal momento in cui la palla è a disposizione del primo giocatore fuori campo".
Ogni allenatore può ideare la sua
rimessa in base alle caratteristiche della sua squadra e alle
situazioni che vuole affrontare, di seguito ti illustrerò alcuni
tipi di rimesse e in che contesto le utilizzo.
Rimessa laterale a metà campo
Elevator screen
La situazione di elevator screen o blocco a cancello è molto interessante ed utile per creare vantaggi per un tiro immediato da tre punti. Il fondamentale che presuppone è una buona posizione e angolo di blocco da parte dei due bloccanti e un buona collaborazione di timing tra chi sfrutta il blocco e chi lo porta.
Rimessa con blocchi split
Questo tipo di rimessa può creare un isolamento per il lungo (5) oppure creare una linea di passaggio con il blocco split tra 1 e 2. Molto interessante l'utilizzo del blocco su chi fa la rimessa.
Rimessa senza blocchi
Una delle rimesse piu classiche senza palla è denominata "linea", tipo di rimessa dove tutti i giocatori senza palla si posizionano in linea per poi giocare negli spazi. In questa rimessa ci sono tante varianti : si può giocare dai e vai con quello che fa la rimessa, creare una specie di blocco tra il primo e il secondo di linea. Dove il primo gira dietro al secondo. Si può creare un elevator screen con il primo che gira dietro e passa tra il blocco creato dal secondo e dal terzo. Infine si può creare anche una situazione dove tutti i 4 giocatori partono vicini e il primo giocatore gira intorno a tutti per ricevere poi un passaggio skipp
Rimessa fondo campo in attacco
Elevator screen + backdoor isolamento 1/4
Come sempre si può elaborare rimesse con particolari situazioni. in questo caso abbiamo un elevator screen da un lato per l'uscita di un tiratore e il backdoor sull'altro lato per creare l'isolamento in 1/4 di campo/
Rimessa quadrato
Si può effettuare sia con i blocchi sia senza i blocchi. L'importante è che si utilizzino gli spazi e soprattutto un fondamentale che si esalta molto in questa situazione è l'autoblocco per ricevere la palla. Allo stesso modo si può creare una situazione con un blocco diagonale oppure un blocco elevator per mandare in angolo 4
Rimesse dal fondo in difesa
La prima rimessa che ti voglio far vedere è quella che utilizzo contro i raddoppi a tutto campo. Come regole utilizzo il fatto di non mettere giù il pallone ma utilizzare maggiormente i passaggi e il fatto di avere sempre un compagno di lato e uno dietro. In questa situazione utilizzo la boa che va a prendere il pallone in posizione centrale per far giocare i due giocatori 1-2 backdoor verso canestro
L'ultima rimessa che ti voglio mostrare è per avere una rimessa veloce da tiro libero. Questo tipo di rimessa è utile quando si ha poco tempo per realizzare. Si basa sul principio di fare tagliafuori o comunque di prendere il rimbalzo anche se la palla entra e di far entrare il pallone in gioco nel minor tempo possibile.
In conclusione, le rimesse sono una parte del gioco quindi devono essere pensate e preparate in base alle caratteristiche della propria squadra come tutte le parti del gioco. Abbiamo visto che si possono utilizzare per un tiro veloce o per iniziare un gioco organizzato o addirittura per tirare dalla rimessa.